Quante volte vi è capitato di vedere un programma e chiedervi come funziona? Quante volte vi siete chiesti come riesce a realizzare, una persona, un programma per navigare su Internet, come quello che state usando adesso? Vi è mai capitato di iniziare un corso di Informatica, e di rendervi conto che la richiesta è troppo grande rispetto alle vostre possibilità? Beh, non sempre è così.

Se c’è una cosa che posso dire d’aver provato, è la scoperta della forma mentis del programmatore: avere la mentalità del programmatore. Avere la capacità di analizzare un problema, e portarlo in codice, non vuol dire essere un programmatore, ma significa avere una cosa fondamentale.

Come riuscirci? Non è difficile, vediamolo assieme.

Intanto vi dico che non ho la pretesa di insegnarvi a programmare, ma di darvi alcuni semplici consigli, direttamente da una persona che ha provato tutto questo.
La prima cosa che deve esservi chiara, è che nessuno nasce programmatore: se vedete una persona che è molto più avanti di voi, non scoraggiatevi; si può essere più portati alla programmazione, ma, ripeto, nessuno ci nasce.
Fatta questa breve premessa, la vera forza del programmatore è lo scorporo del problema: avete ad esempio da realizzare un’agenda.

Prima di tutto, non importa il linguaggio di programmazione: che sia C, PHP o cos’altro, la sintassi magari è diversa, ma sostanzialmente è la stessa cosa.

Partiamo da una domanda semplice: vi capita mai di scorporare un problema? Ecco, iniziate a farlo.
Pensate a un viaggio, una cosa che, detta così, sembra grossa e insormontabile; ragionando per passi, verrebbe spontaneo:

  1. Pianificare il viaggio
  2. Trovare l’hotel
  3. Acquistare i biglietti
  4. Prenotare l’hotel
  5. Preparare la valigia
  6. Partire!

Una visione molto semplice se volete; ma dato che nessuno nasce tour operator, un viaggio viene scomposto in parti più semplici, che facciamo tranquillamente.

Partendo quindi da una richiesta, l’importante è, prendendo carta e penna, scomporre il problema.

Ora, se la richiesta è “creare un programma che visualizzi tante volte quanti sono gli anni di una persona, la frase buon compleanno”.

Sembra impossibile? Iniziamo per passi:

  1. Per fare tutto, devo prima di tutto chiedere l’età all’utente (lo so fare?)
  2. Devo contare gli anni e salvarli da qualche parte (lo so fare?)
  3. Devo fare un ciclo di frasi (lo so fare?)
  4. Devo scrivere una frase, in base agli anni della persona (lo so fare?)

In via molto generale, il primo punto è un input da tastiera, il secondo è una memorizzazione di una variabile (l’età), il terzo un ciclo (for?), e il quarto un output su monitor.

Quindi il primo consiglio è: Prendete un programma che può sembrare complesso, tirate fuori carta e penna, e iniziate a pensare come si potrebbe scomporre il problema. Quando vi verrà naturale scomporre un problema in sotto-problemi molto più semplici, siete a metà del percorso 😉

One Response to “Guida alla programmazione: parte 1”
  1. Loranz

    della serie… carni padane insegna!